La non separazione tra noi e la realtà circostante evidenziata dalle recenti scoperte della scienza apre a una nuova visione anche del delicato tema dell’ego per manager e nel business in generale.
Partiamo però dalla base iniziando con definire che cos’è l’ego. E’ il nostro Io, la nostra identità, la coscienza di essere chi siamo, l’immagine che ci siamo fatti di noi, la nostra rappresentazione del mondo, la pulsione interiore che ci fa difendere le nostre convinzioni.
Si è sviluppato dalla nascita e il suo scopo è stato garantirci la sopravvivenza e il soddisfacimento dei bisogni. Ci ha permesso di organizzare i pensieri e sviluppare quella che chiamiamo razionalità. Ci ha inoltre consentito di allenare la nostra determinazione e volontà di migliorarci e la nostra confidenza così come ha stimolato la nostra flessibilità ed adattamento.
In parallelo a queste funzioni positive vi è però un aspetto anche molto delicato: l’ego rischia di divenire insano quando prende tutta la sua forza fino a prevalere troppo nell’azione della coscienza. In questo caso la sua azione di controllo sull’individuo è troppo preponderante e può determinare il blocco della crescita personale in quanto rischia di imprigionare l’individuo nel suo schema di convinzioni che risulterà così l’unico modo in cui potrà influenzare la realtà.
Un ego insano potrebbe inoltre sfociare in egoismo, egocentrismo, ego ingigantito.
Ecco allora che diviene opportuno non cadere in questa trappola e imparare a guidarlo e se necessario limitarlo, anche considerando che la visione culturale in cui siamo educati privilegia l’idea di separazione e il potenziamento dell’ego.
Leader con Ego troppo marcato rischiano così di divenire ostaggi del proprio schema e sistema di convinzioni (che a volte può favorire in certi contesti specifici ma spesso ne risulta in limitazioni), del bisogno di autoaffermazione, dell’essere troppo focalizzati su di sé, di poca accettazione alle critiche e poca disponibilità nell’ascoltare le opinioni altrui. Tipicamente conseguono a questo anche clienti e collaboratori con ridotta fidelizzazione.
Leader con ego sano sono invece caratterizzati da alta autostima e senso di collaborazione, promozione del coinvolgimento, aperta comunicazione, empatia, fiducia, rispetto, clima e relazioni costruttive, apertura all’ascolto e alle opinioni altrui, accettazione delle critiche costruttive, flessibilità.
Un ego maturo ed equilibrato, che ci permetta di essere efficaci nella realtà concreta e al contempo umili e aperti a evolvere e cambiare, è quindi uno dei fattori favorevoli per la nostra efficacia e successo professionale e personale.
Come anticipato nei precedenti articoli, attraverso la pratica della Meditazione e dello sviluppo della Consapevolezza è possibile permettere al nostro Io di evolvere, di ampliare la propria prospettiva, di superare schemi e convinzioni limitanti.
Infatti, quando la mente ordinaria si apre e si trasforma in Mente Consapevole riscopre la sua connessione naturale (non separazione) con la Mente Non Locale operante nel campo quantico delle possibilità.
E succede una cosa fantastica. Allargando lo spettro della nostra visione ed espandendo la nostra coscienza si modificano quelli che riteniamo essere i nostri schemi e i nostri confini e quella che percepiamo essere la nostra libertà e responsabilità. L’Io si amplia e non rimane intrappolato nella sua piccola gabbia e identità assumendo così una nuova sensibilità e prospettiva allargata in cui anche altri livelli dell’ambiente esterno vengono percepiti come parte di esso (ad esempio gli altri, la comunità, l’azienda, l’ambiente, il pianeta).
Se allora l’ambiente esterno viene percepito non più come separato dall’Io ma come parte di esso, usciamo dalla visione egocentrica e utilitaristica e possiamo diventare responsabili in questa prospettiva dove il nostro operato sarà volto a produrre automaticamente del bene per tutti i livelli che include appunto il nostro nuovo Io.
Rivolgendoci alla nostra azione di manager e imprenditori, allargare l’Io e quindi andare oltre l’ego ordinario significa abbracciare quella che possiamo definire visione olistica del business e del fare impresa così come quella di un’economia sempre più solidale e rispettosa: produrre ricchezza non disgiunta da un benessere per la comunità e per l’ambiente e tutto quello che ci sta intorno, incluse anche aziende più deboli e fragili che vengono sostenute perseguendo lo stesso obiettivo. Una nuova economia che non pensa solo alla logica riduttiva dell’azienda come micropianeta separato dal resto, ma che è attenta al contesto più ampio di cui è parte.
L’allargare l’Io rende possibile utilizzare appieno tutte le facoltà della Mente Consapevole, tra le quali ricordiamo creatività intuizione, pensiero laterale.
Ecco ancora come la pratica della meditazione e della Consapevolezza rappresentano un potentissimo mezzo sia di evoluzione personale e al tempo stesso sociale.
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